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SALUTE E BENESSERE

16/08/2017

Cucina salutare, ginnastica poche regole per restare in forma.

"YOUTUBERS" di Chiara Palazzini e Laura Gialli, San Paolo editore

14/08/2017

 

Per la collana Progetto Famiscia è uscito questo titolo che permette a genitori ed educatori di orientarsi un po'. Un miliardo di persone ogni giorno si collega con i loro canali: questo offre la misura del “fenomeno” youtubers. Giovani che si affermano attraverso lo schermo, che dialogano con milioni di persone, che orientano scelte e consumi, che stabiliscono nuove forme di relazione. «Tutto il mondo adulto ha la responsabilita' di leggere e capire questa nuova realta' abitata dai ragazzi», avvertono Palazzini e Gialli, curatrici di un libro unico, che e' anche mappa per orientarsi – tra virtuale e reale – attraverso la voce degli esperti e quella degli youtubers italiani piu' amati.

"IL NANO" di Par Lagerkvist, Iperborea edizioni

14/08/2017

 

Par Lagerkvist, premio Nobel per la letteratura nel 1951, poeta, drammaturgo e autore di romanzi e racconti, e' uno dei piu' noti classici svedesi. Le sue opere, anche le piu' pessimistiche, sono dettate dalla necessita' di affermare i valori fondamentali della vita e dalla costante ricerca di un ateo che non riesce a superare il vuoto lasciato da una fede perduta. Muore nel 1974. «Nessuno e' grande di fronte al proprio nano.» Scritto negli anni della Seconda guerra mondiale e ambientato in una corte rinascimentale italiana, Il nano e' forse l’opera in cui piu' esplicitamente Lagerkvist si interroga sul presente: la guerra, la peste, gli avvelenamenti e i tradimenti narrati sono evidenti proiezioni delle tragedie di cui e' testimone. Ma e' soprattutto con l’inquietante figura del nano di corte che l’interrogativo si spinge fino in fondo, in un tentativo, amaramente attuale, di capire perche' periodicamente nella storia l’odio, l’indifferenza ai massacri, il trionfalismo bellico arrivino a prevalere su quei valori che rendono l’uomo umano. Il nano, che regge le fila dell’azione e attraverso il cui sguardo distorto veniamo a conoscenza di fatti e personaggi, incarna questa aberrazione, l’essere amputato della sua umanita' fisica e spirituale che ubbidisce solo alla logica del potere. Disprezzando la corporeita' in ogni sua manifestazione, dal cibo al desiderio, all’attaccamento alla vita, e' nauseato dalla poverta', dalla malattia, dalla sporcizia dei profughi; privo di trascendenza, e' cieco alla nostalgia dell’infinito, al dubbio e alle contraddizioni, alla gioia, all’arte e all’amore, scambiando per superiorita' la propria limitatezza e per lucidità la propria mediocrita'. Ma il nano non è che quella creatura «dal volto di scimmia che talvolta leva la testa, affiorando dai bassifondi dell’anima», e' il «sosia» del principe guardato con un cannocchiale capovolto. Sterili, i nani sono generati dagli uomini, «appartengono alla razza umana e non vi appartengono, ospiti di passaggio, in una visita che dura da migliaia di anni».